Comunicato stampa su decreto Milleproroghe

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16 Feb 2011 - 19:30

“La Cecità di Catone il Censore”“La serietà non è più premiata. Non posso credere che la politica italiana sia così miope da abbandonare gli allevatori, decidendo di non destinare più risorse economiche al sistema zootecnico nazionale”. Questo il primo commento del presidente dell'Aia Nino Andena alla notizia che il Governo non inserirà il finanziamento alle associazioni allevatori nel decreto “Milleproroghe”, attualmente in discussione in Senato. Sino allo scorso anno lo Stato investiva 65milioni di euro per promuovere la sicurezza alimentare, il miglioramento genetico, il benessere animale e la competitività delle stalle italiane. Oggi i fondi passano improvvisamente a “zero”.“Spero che il mondo politico abbia ben chiaro cosa rischia il sistema Italia – continua Andena - se gli allevatori saranno privati di queste risorse, necessarie per garantire al consumatore i livelli qualitativi e gli standard di sicurezza alimentare che oggi possono offrire a tutta la società. L'emergenza mozzarella blu e la presenza sul mercato di carni suine estere alla diossina testimoniano l'esigenza di investire in questa direzione con continuità e senza pericolosi cambi di rotta. Chi ha scelto di cancellare le risorse per il sistema allevatori è consapevole del fatto che, dalla sera alla mattina, non potremo più garantire un'attività che la Cassazione stessa ha definito di rilevante interesse pubblico? Non vi è giorno in cui il mondo politico e produttivo auspica investimenti a favore della competitività, ma poi, al momento di decidere, con un colpo di spugna si smantella un sistema efficiente, che ha saputo crescere negli anni e che oggi è fra i più performanti al mondo. Che senso ha tutto ciò? Credo che ci sia ancora il tempo per porre rimedio ad un errore così grave e carico di conseguenze anche sul futuro delle nuove generazioni di allevatori che rappresentano la linfa vitale del nostro sistema”.“ Sono a rischio oltre 40 anni di duro lavoro genetico dei nostri allevatori, oltre 120 posti di lavoro e professionalità nella ricerca ovina che ci invidia tutto il mondo. Senza il sistema degli allevatori - sostiene Marco Scalas presidente dell'Associazione Regionale Allevatori a nome delle Associazioni Provinciali - sarà perduto tutto quel patrimonio di conoscenze e di professionalità da sempre vicine all'impresa. Chiediamo a tutto il consiglio regionale, al Presidente Cappellacci, all'assessore all'Agricoltura a tutti i deputati e senatori Sardi di sostenere il settore soprattutto in Comitato Stato-Regioni e nelle diverse commissioni parlamentari”“ Le associazioni Provinciali sono da sempre in prima linea a fianco degli allevatori. Sulla genetica si è all'avanguardia non solo in Italia ma nel mondo. Sugli aspetti sanitari da sempre le associazioni sono state a fianco del settore ricordando il ruolo di primo piano svolto nei programmi di risanamento della brucellosi, della Blue Tongue, della Scrapie (ovina), della Luecosi, della Tubercolosi (bovina). Con i controlli si garantiscono la qualità delle produzioni, il benessere animale, la sicurezza alimentare. Non si capisce davvero la cecità dei politici - ribadisce il direttore dell'ARAS Marino Contu - la zootecnia Italiana è la più sicura al mondo, quella dove di più è rispettato il benessere degli animali, dove si dedica maggior attenzione al rispetto dell'ambiente, dove vi sono le migliori eccellenze agroalimentari e in Sardegna questo è vero oltre ogni misura grazie alla professionalità degli allevatori e dei pastori con punte di eccellenze negli allevamenti iscritti. Mi auguro che vi sia un ripensamento e che finisca nel migliore dei modi questo brutto incubo”

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