A Macomer incoronati i migliori allevamenti ovini della Sardegna

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8 Mag 2017 - 10:15

Il titolo rimane all'azienda Pitzalis di Nuragus. 

Va nuovamente all’azienda agricola di Renato Pitzalis, 30enne di Nuragus il titolo di miglior allevamento di Ovini di razza Sarda iscritto al Libro Genealogico con 111 punti. Realtà che ha iscritto i propri capi nel lontano 1925 e che da allora, dopo tre generazioni, porta nuovamente a casa il prestigioso riconoscimento. La conferma arriva nella tarda mattinata di oggi con la conclusione delle valutazioni di tutti gli allevamenti partecipanti nell’area fieristica di Macomer, alla XI Mostra nazionale degli ovini di razza sarda organizzata da Assonapa, Aras e Aipa. (Secondo posto all'azienda Mario Picciau di Monastir con 91 punti, terzo a Mauro Scintu di San Nicolò d'Arcidano con 81 punti).

“8 categorie in gara – spiega Silverio Grande, neo direttore di AssoNaPa – per poter valutare i migliori allevamenti di tutta Italia, perché la mostra è estesa alla partecipazione anche oltre Regione. Una manifestazione che racchiude la fatica di anni di lavoro di questi allevatori, che rappresentano con i loro capi il massimo livello: la passione, l’innovazione, la ricerca genetica e la costante collaborazione con i tecnici che curano la selezione assieme con l’agenzia Agris”.

“Un sistema, quello di AssoNaPa, che si avvale di un’organizzazione piramidale, con al centro la gestione del Libro Genealogico della specie ovina, e una ramificazione sul territorio (le Aipa) che garantisce il contatto diretto con gli allevatori”, gli fa eco Aldo Manunta, direttore Aipa Cagliari.

E’ dall’emozione dell’unica allevatrice iscritta alla mostra, Milena Melis di Assemini, premiata dal Rotary club di Macomer proprio per essere l’unica rappresentante femminile, che si percepisce la reale fatica del mondo agro pastorale sardo, fatto di famiglie per le quali l’allevamento del proprio bestiame è uno stile di vita con enormi soddisfazioni raggiunte nonostante le cicliche difficoltà.

“Da quando seguo la mostra, dal lontano 1983, vedo continui miglioramenti – commenta Mario Bitti, direttore dell’Associazione interprovinciale allevatori Nuoro-Ogliastra e speaker ufficiale -. Sono loro che realmente contribuiscono al miglioramento del patrimonio ovino sardo – afferma mentre indica gli allevatori che sottopongono alla valutazione i propri arieti -. E la grande affluenza oggi dimostra l’attenzione dei pastori sardi a migliorare la genetica del proprio gregge”.

E’ d’accordo anche Stefano Sanna, presidente di AssoNaPa e Aras, che esprime grande soddisfazione per la riuscita dell’evento nato dall’importante collaborazione con l’amministrazione comunale di Macomer, presente con il sindaco Antonio Succu e la vice Sindaco Rossana Ledda che sottolinea l’importanza della città del Marghine per il mondo agropastorale sardo perché “la prima industria casearia della Sardegna è nata a Macomer. Per la centralità geografica, il numero di ovini e la qualità dei prodotti”. “Sono trenta allevatori – conclude Marino Contu, direttore di Aras - che rappresentano i grandi sacrifici di tutta la Sardegna che nonostante i grossi problemi che attanagliano le aziende, riescono comunque a fare gli investimenti giusti per migliorare le aziende. Una reazione alla crisi che rappresenta la grande forza del mondo allevatoriale sardo”.

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